Ecco i
16 punti che Newropeans propone
per rendere l’Unione Europea
più democratica e per
affrontare le sfide del XXI
secolo.
Queste prime proposte sono
il risultato di un dibattito
unico in Europa, che ha coinvolto
oltre 10000 cittadini in 100
città di 25 Nazioni per
lo sviluppo del programma di
Newropeans per le elezioni del
2009. Nei prossimi quattro anni,
Newropeans continuerà
a dialogare con i cittadini
per costruire un programma completo
che risponda a tutte le principali
domande che riguardano i 500
milioni di Europei, in modo
che vengano sistematicamente
coinvolti sia i cittadini sia
le persone e gli attori coinvolti
nello sviluppo, nell’applicazione
e nella valutazione delle politiche
comunitarie che li riguardano.
Un nuovo inizio per
l’UE, su basi democratiche
1. Assicurare
a tutti i cittadini Europei che
il principio di uguaglianza di
fronte alla Legge venga mantenuto,
eliminando l’immunità
legale dei pubblici ufficiali.
- Per rispetto del principio
fondamentale su cui si basa la
democrazia in Europa
- Per evitare la creazione
di una casta di “intoccabili”
alla guida dell’UE
L’immunità
legale di cui godono gli ufficiali
delle istituzioni Europee per
tutta la durata del loro mandato
(si veda il Protocollo sui privilegi
e le immunità delle Comunità
Europee, 8 Aprile 1965) è
un chiaro esempio dell’ingiusta
differenza che esiste tra i cittadini
Europei. Questa situazione è
inspiegabile, dato che l’UE
è composta da 25 stati
democratici cui si garantisce
l’indipendenza dei sistemi
giudiziari. Al contrario, questa
immunità dovrebbe essere
eliminata perché crea differenze
tra i funzionari che guidano l’UE
e le altre categorie di cittadini.
Sostituendo alle parole i fatti,
Newropeans non accetterà
tra i propri militanti nessun
ufficiale o funzionario fintanto
che questa immunità non
verrà eliminata.
2. Ratificare sistematicamente
le modifiche dei trattati comunitari,
in particolare quelli sull’allargamento,
attraverso la forma del Referendum
trans-europeo.
- Per permettere ai cittadini
di decidere sul principale orientamento
futuro dell’UE
- Per evitare di avere un’élite
che, incurante dei cittadini e
della gente, impone le proprie
decisioni.
Questi referendum
su scala europea dovranno prevedere
una doppia maggioranza, in modo
da assicurare il rispetto delle
minoranze: oltre il 50% dei voti
e oltre il 50% degli stati membri
dovranno essere favorevoli per
assicurare il proseguimento della
proposta.
3. Decentralizzare, portare
le istituzioni Europee più
vicino ai cittadini
-Per avvicinare
l’UE ai cittadini, ancorando
il progetto europeo alla realtà
politica e storica del nostro
continente, ossia per rendere
più comprensibile il sistema
comunitario
- Per evitare un’Europa
centralista, incompatibile con
la democrazia
Non è
possibile far sì che 500
milioni di cittadini si sentano
vicini a Bruxelles, Lussemburgo
o Strasburgo. Per ridurre il divario
tra le istituzioni Europee ed
i cittadini, non dimenticando
l’aiuto che ci viene dalle
tecnologie del XXI secolo (Internet,
Alta Velocità ferroviaria,
compagnie aeree a basso costo,
…), nei prossimi vent’anni
sarà necessario modificare
radicalmente il sistema delle
capitali ereditato dagli anni
’50 per aiutare i cittadini
in questo progetto. Ogni nazione
ha già scelto la propria
“città europea”
(spesso la capitale stessa) e
farà parte di un primo
“Euroring” di istituzioni,
del raggio di 500km attorno a
Bruxelles e tenendo conto della
specificità e dei vantaggi
di ciascuna città: Parlamento
(Bruxelles), Corte di Giustizia
(L’Aia), Governo Europeo
(Londra), Amministrazione Comune
Europea (Parigi), Banca Centrale
(Francoforte), Corte dei Conti
(Lussemburgo). Un secondo “Euroring”
riunirà assieme tutte le
altre istituzioni e agenzie nelle
città indicate da ciascuno
Stato. Questa autentica decentralizzazione
offrirà alle istituzioni
Europee l’accesso ad un’ampia
fonte di risorse umane qualificate
e disponibili in loco.
4. Rispettare
le diversità linguistiche
dell’UE - una condizione
fondamentale per la democrazia
nell’UE - e contemporaneamente
assicurare l’efficienza
del suo funzionamento attraverso
la creazione di un chiaro regime
linguistico
- per assicurare
che ciascun cittadino nell’UE
possa esprimersi nella propria
lingua, ed allo stesso tempo preparare
l’Unione europea per il
multilinguismo.
- Per evitare sia il monolinguismo,
nemico della diversità,
sia il caos che è un grosso
ostacolo nella gestione dell’UE.
La questione del
linguaggio è centrale per
assicurare sia il rispetto delle
diversità in Europa - che
è condizione essenziale
per la democrazia nell’UE
-, sia per permettere il reale
funzionamento delle istituzioni
comunitarie, condizione questa
per l’efficienza dell’UE.
Il dibattito sul multilinguismo
deve necessariamente essere pubblico,
visto che riguarda il cuore culturale
del nostro futuro collettivo.
Newropeans propone una soluzione
che integra le costanti democrazia
ed efficienza nel sistema denominato
“2-5-25”: due lingue
da usare nei lavori interni delle
istituzioni (inglese e francese),
cinque lingue per i dibattiti
politici che verranno usate anche
come base per ulteriori traduzioni,
con almeno una lingua per ciascuna
delle grandi famiglie linguistiche
(per esempio: francese, inglese,
tedesco, polacco e spagnolo),
e tutte e 25 le lingue dei Paesi
per le comunicazioni con i cittadini.
Rendere più
efficiente e più democratico
il funzionamento dell’UE
5. Creare un vero Governo
europeo
- Per eleggere
i responsabili e facilitare la
comprensione del processo decisionale
e la sua efficienza politica
- Per evitare che l’Europa
diventi un “buco nero democratico”
stimolato dal proliferare di ogni
sorta di populismo ed estremismo.
Il Governo europeo
deve diventare il responsabile
esecutivo della politica europea,
acquisendo i compiti e le funzioni
del Consiglio d’Europa e
della Commissione. Il livello
politico della Commissione Europea
dovrà essere abolito. Il
ramo dell’amministrazione,
l’Amministrazione Comune
Europea (ACE, sviluppata a partire
dai servizi attuali della Commissione)
gestirà le politiche comuni.
Il Parlamento Europeo sarà
il ramo legislativo, basato sulle
funzioni legislative oggi attribuite
al Parlamento ed al Consiglio.
Queste due organizzazioni politiche
incarneranno insieme gli interessi
dell’UE. Il Parlamento europeo
deve essere libero di agire, dopo
aver sentito il Governo Europeo.
Negli affari interni alle nazioni
l’iniziativa rimane in carico
ai Governi ed ai Parlamenti.
6. Fissare il budget europeo sulla
base delle risorse reali disponibili
nell’UE, renderlo trasparente
e soggetto a controlli regolari
- Per aumentare
l’efficienza politica e
il controllo democratico del budget
comunitario
- Per porre fine all’ossessione
di voler controllare chi versa
quanto e chi riceve quanto rispetto
al budget, il che rende impossibile
ogni legittima ed efficiente decisione
sui contributi e sulle spese,
e che è in ogni caso contrario
al vero spirito su cui si è
costruito questo progetto Europeo.
Un’imposta
europea sulle società e
sui redditi individuali dovrebbe
sostituirsi all’attuale
sistema di contribuzioni nazionali
al budget europeo. Basandosi sul
semplice concetto “niente
tasse senza essere rappresentati”
le previsioni sul budget e sulle
finanze europee dovranno essere
votate ed approvate da ogni nuova
legislatura, con il parere favorevole
del Governo europeo. Ciò
implica necessariamente la riduzione
da 7 a 5 anni del periodo di riferimento
per il budget, in modo da armonizzarlo
con le elezioni per il Parlamento
europeo.
Gli attuali obiettivi sulla redistribuzione
saranno mantenuti, con l’aggiunta
di nuovi elementi destinati a
stimolare aree come la ricerca,
l’innovazione e l’educazione.
Tutte le decisioni riguardanti
il budget e le finanze dovranno
essere prese tenendo conto dei
principi democratici e di trasparenza,
attraverso pubblici dibattiti
nella sede del Parlamento europeo.
La Corte dei Conti europea e le
Corti dei Conti dei Paesi membri
vigileranno e garantiranno il
controllo sull’utilizzo
dei fondi comunitari.
7. Assicurare
che il Parlamento europeo sia
composto per il 50% da rappresentanti
di liste nazionali (o regionali)
e per il 50% da liste trans-europee;
offrire ad ogni cittadino la possibilità
di esprimere due voti durante
le elezioni europee
- Per rinforzare
la legittimazione del Parlamento
europeo e per permettere a ciascun
cittadino di esprimere la propria
doppia identità: europea
e nazionale/regionale
- Per invertire la tendenza
alla crescita dell’astensionismo
in occasione delle elezioni europee,
visto che i cittadini sembrano
sempre più interessati
sull’Europa, come i recenti
referendum hanno dimostrato.
Per poter ricoprire
un ruolo politico importante,
il Parlamento europeo deve operare
per integrarsi con le tante diverse
identità dei cittadini
europei. Ogni cittadino dovrà
votare due volte: una volta per
eleggere il 50% dei componenti
del Parlamento europeo su base
continentale, in liste trans-europee,
e con un altro voto per eleggere
il 50% del Parlamento con candidati
provenienti da liste nazionali
o regionali.
8. Creare
una procedura di valutazione del
sistema politico e della Amministrazione
comunitaria ogni dieci anni, indipendente
dalle istituzioni esecutive, legislative
e giuridiche.
- Per assicurare
l’adattamento delle istituzioni
europee allo sviluppo, che è
in costante evoluzione, e per
assicurargli un andamento democratico
e trasparente
- Per evitare una “sclerosi
istituzionale” come la crisi
avvenuta nel 2005
Dalle prossime
elezioni europee e così
per ogni decade a seguire dovrà
essere organizzato un congresso
tra parlamentari nazionali ed
europei, con esperti provenienti
da tutta l’UE. Questo incontro
dovrà prevedere la presenza
di almeno il 30% di partecipanti
sotto i 40 anni di età.
Questo congresso è inteso
per valutare lo stato dell’Unione
europea e per proporre alle istituzioni
le necessarie modifiche per l’adattamento
ai trattati e per il funzionamento
dell’UE.
9. Promuovere la mobilità
interna tra le istituzioni europee
- Per dotare le istituzioni
dell’UE di istituzioni e
pubblici ufficiali che siano flessibili
ed aperti come la società
europea che sono chiamati a servire.
- Per evitare la creazione
di “caste” chiuse,
incapaci di comprendere la società
che li circonda.
La durata delle carriere in ogni
singola istituzione dovrebbe essere
limitata a 10 anni al massimo,
si dovrà organizzare un
vasto programma di promozione
della mobilità tra i vari
livelli regionale, nazionale ed
europeo nella pubblica amministrazione,
incoraggiando anche lo scambio
tra il settore pubblico e quello
privato.
E’ importante che venga
data la preferenza nell’assunzione
ai funzionari che abbiano maturato
almeno 5 anni di esperienza professionale,
in modo tale che possano garantire
il massimo valore aggiunto possibile.
Definizione
del ruolo dell’Europa nel
mondo e progetti comuni europei
10. Promuovere
una politica estera che rafforzi
i rapporti tra Europa e Stati
vicini
- Per rafforzare
i rapporti politici ed economici
con i Paesi extraeuropei più
vicini
- Per evitare dannose ineguaglianze
sociali ed economiche nell’UE
e il caos sui suoi confini
La prosperità
economica e la coesione sociale
sono tra i principi fondamentali
nel progetto europeo. L’Unione
europea deve essere in grado di
garantirli ai propri cittadini
in modo da assicurare il benessere
e per prevenire spinte estremiste
e populiste. Solo attraverso una
politica che privilegi gli Stati
a noi vicini negli anni a venire
l’UE riuscirà a promuovere
una sana e forte relazione, politica
ed economica, con gli Stati vicini
quali Russia, Ucraina, Bielorussia,
Turchia, Libano, Israele, Palestina,
Libia, Tunisia, Algeria e Marocco.
11. Aumentare
l’efficacia delle azioni
dell’UE nel mondo, attraverso
il rafforzamento del ruolo di
Ministro degli Affari Esteri e
di una politica estera europea
chiara ed oggettiva
- Per aumentare
l’influenza e l’efficacia
dell’UE nel mondo, mantenendo
al contempo la positiva diversità
e indubbia ricchezza delle relazioni
bilaterali degli Stati membri.
- Per evitare che l’UE
si mostri incoerente con le proprie
azioni rispetto al sistema-Mondo.
Nella scorsa
decade i cittadini europei hanno
chiaramente dimostrato di volere
un’Europa coerente, forte
ed influente, capace di contribuire
attivamente allo sviluppo di un
sistema multilaterale e bilanciato
(per esempio durante la crisi
in Iraq). La definizione del ruolo
dell’Europa nel mondo dovrebbe
fare riferimento a tre punti fondamentali:
il ruolo chiave per la riforma
delle Nazioni Unite, adeguate
alle reali esigenze del XXI secolo;
il primato del diritto internazionale
rispetto agli interessi nazionali;
il rifiuto del concetto di “guerra
preventiva”. Per una questione
di coerenza e di coordinamento
interno, i ruoli di Ministro europeo
degli affari esteri e di Presidente
del Governo europeo dovrebbero
essere chiari e ben definiti.
12. Sviluppo di una politica
comune sull’immigrazione,
costruita nel livello nazionale
e con l’obiettivo della
piena integrazione degli immigrati
nella società europea
- Per promuovere
l’integrazione sociale ed
economica di tutti gli immigrati
e per lo sviluppo di un senso
di responsabilità europeo
nei loro confronti
- Per prevenire il formarsi
di un’Europa chiusa, xenofoba
e assolutamente non dinamica.
Per l’Unione
Europea il fenomeno dell’immigrazione
è inevitabile, utile e
necessario. Ciò nonostante
essa deve essere livellata e distribuita
su due diversi livelli: quello
dei flussi migratori, così
da prevenire il più possibile
l’immigrazione clandestina;
e quello che riguarda il processo
di integrazione degli immigrati,
così che la loro integrazione
sia tranquilla e possibile. Allo
stesso tempo l’UE dovrebbe
sanzionare severamente ogni discriminazione
a sfondo razziale e religioso.
13. Elaborare
una politica comune contro il
crimine organizzato e la criminalità
internazionale, attraverso una
rete europea di polizia e di magistratura
specializzate.
- Per aumentare
la credibilità, interna
ed esterna, dell’UE attraverso
la maggiore trasparenza
- Per fermare la credenza
che fa associare l’aumento
della criminalità con i
nuovi membri dell’Unione
europea.
Un mercato comune
senza frontiere in un’Unione
allargata, terrorismo e nuove
tecnologie d’informazione
e comunicazione: l’UE deve
dotarsi di strategie più
efficaci per la lotta al crimine
organizzato su scala mondiale,
sempre più pericoloso e
tecnologicamente avanzato. L’UE
deve creare una polizia ed una
forza giudiziaria specializzata,
basata su quelle già esistenti
nelle Nazioni dell’Unione,
per fronteggiare i rischi comuni
e per sviluppare la fiducia interna
ed esterna.
14. Sviluppare una serie di iniziative
in profondità per l’istruzione
e la formazione personale
- Per rinforzare
la democratizzazione dell’Europa
e la qualità delle proprie
risorse umane
- Per evitare che un domani
l’Europa venga guidata da
persone che non conoscono né
l’Europa né gli europei
L’accesso
all’educazione è
essenziale per una società
civile, democratica e giusta.
Le sfide di oggi e di domani riguardano
iniziative molto ambiziose, come:
a) far sì che la dimensione
europea sia accessibile ad un
maggior numero di studenti (15-25);
b) aumentare il numero di persone
le cui competenze sono di livello
internazionale, attraverso un
programma speciale per tutti i
settori economici, sociali e culturali,
a livello continentale.
15. Elaborare,
per il Presidente dell’UE,
un rapporto annuale sullo stato
sociale dell’Unione (salute,
educazione, lavoro, povertà),
basato su indicatori oggettivi
e predeterminati
- Per promuovere il senso di
appartenenza dei cittadini all’UE
- Per evitare che l’UE
venga costruita senza criteri
sociali rilevanti.
L'UE già
ha un certo numero di test di
criteri di convergenza nei domini
economici, monetari, fiscali e
giuridici. Parallelamente, l'Euro
ha un effetto enorme in tutte
le zone che riguardano la sfera
sociale; quindi, è di importanza
fondamentale integrare una dimensione
sociale a questo tentativo di
convergenza continentale. Ogni
anno, l'esecutivo dovrebbe presentare
al Parlamento europeo uno studio
molto obiettivo sullo stato dell'Unione
riguardo i temi sociali, insieme
alle proposte dirette alla convergenza
tra crescita economica e progresso
sociale.
16. Rinforzo reciproco
sull’integrazione politica,
la ricerca e la competitività:
sogni, decisioni ed iniziative
comuni
- Per rinforzare le potenzialità
economiche e tecnologiche dell’Unione
e per prepararla alle sfide del
XXI secolo
- Per evitare che l’UE
diventi un partner ininfluente
ed una semplice comparsa nel sistema
globale.
L’integrazione
politica e la prosperità
di lungo periodo vanno pari passo
con la visione e l’ambizione
che i cittadini hanno della loro
società. I progetti in
comune sono una parte essenziale
per il nostro futuro. L’Europa
ha bisogno di una serie di iniziative
che promuovano contemporaneamente
l’integrazione politica,
la ricerca e la competitività
ad alti livelli in tutta l’Unione:
a) sogni comuni e tecnologia –
lancio di un programma spaziale
europeo per una base lunare, preferibilmente
in collaborazione con altre regioni
del mondo; b) mobilità,
sviluppo dell’economia e
tecnologie – costruendo
un’ampia rete di trasporti
(treni ad alta velocità,
rotte aeree economiche, autostrade)
-; c) democrazia e tecnologia
– programmi di traduzione
automatica (rendere accessibili
sia il software che l’hardware
necessari), votazioni on-line
(voto elettronico) e accesso elettronico
a tutti i servizi pubblici (e-government)
-; d) avvenimenti internazionali
a livello europeo – richieste
internazionali (di almeno tre
nazioni) per ospitare l’organizzazione
dei Giochi Olimpici, Coppe del
Mondo o Esposizioni Internazionali/Universali
-.

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